Un pensiero

In primo piano

06/Maggio/2020


  • Siamo appena usciti dal lockdown

Molto spesso, quasi sempre, prima del diffondersi di questa epidemia, mi capitava di sentirmi rispondere o di sentir persone che andavano dicendo:

“Io sono libero di fare ciò che voglio!”

Queste non sono semplici parole astratte, hanno al loro interno un contenuto che è il modo di porsi, il modo d’agire di colui o colei che le pronuncia ha verso l’altro. Una frase di questo genere non include nessuno se non chi la va dicendo; se io avessi difronte un qualsiasi essere e mi comporterei come le parole indicano, non significherebbe altro che a me, di chi ho difronte non importa nulla. Nella realtà, sappiamo bene tutti che non posso mettermi al cospetto dei miei simili con una simile affermazione; ma quante volte l’ho sentita pronunciare!

Ho riportato questa breve analisi, proprio su queste precise parole, perché credo fermamente che questo racchiuda il concetto di chi noi fossimo quando siamo entrati in questa pandemia; ed oggi che parliamo di volerne uscirne migliori di come ci siamo entrati dobbiamo riuscire a cambiar rotta. Penso e credo che se oggi, riuscissimo a eliminare questo genere di modalità d’espressione e modi di porci tra noi e le sostituissimo con:

“Io sono responsabile della vita altrui quanto della mia”,

allora si, potremmo dire che ne siamo usciti migliori, andremo fieri di noi stessi e ogn’uno darebbe all’altro anzi che pretendere; siccome siamo in tanti, forse, tutti saremmo un po’ più ricchi.

Questo è uno spunto del mio pensiero di come l’uomo dovrebbe porsi in questo momento particolare che stiamo vivendo; ribadisco che è solo un punto di partenza “fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”; se non s’incomincia alla meta sarà dura arrivare……